Nuova Frontiera 2025

osservazioni non oggettive sulla nuova frontiera

Nuove competenze

A 10 anni tra 10 anni un bambino di 10 anni….
Wow frenaaaaa!
Le competenze acquisite da un bambino di 10 anni saranno diverse tra 10 anni. Diverse rispetto a chi e a che cosa? Le competenze di un bambino saranno, molto probabilmente, più vaste. Leggere e scrivere, risolvere semplici problemi di matematica (va bene), utilizzare correttamente un sistema operativo, navigare per fare ricerche in rete, creare ed interagire in una blogo-classe. Alcune di queste competenze vengono acquisite oggi, quasi per gioco. Scattare fotografie, per esempio, o creare e montare piccoli filmati. Queste sono competenze che un bambino di 10 anni, tra 10 anni avrà sicuramente acquisito! Vuoi perché le vede usare in famiglia, vuoi perché è più divertente imparare! Già oggi in molte classi definite classi 2.0 i bambini giocano a fare montaggi video e a scrivere le loro storielle nei blog di classe. La nuova frontiera oggi è ricca di molte speranze.
Lo staff di Vimeo ci fornisce un semplice esempio di quanto sia facile imparare, anche solo a fare filmati, partendo dall’ABC:

Video 101: Choosing a Camera from Vimeo Video School on Vimeo.

È importante che le nuove competenze, concesse dalla tecnologia vadano ad allargare le competenze delle generazioni precedenti. Secondo te si perderà qualcosa?

Clicca qui per guardare il simpatico corso di Vimeo.

Guardando il video di presentazione che segue, come si fa a non immaginare bambini con competenze diverse! Per quanto riguarda i valori di riferimento dei bambini? Questo è un altro discorso.

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Pavimento anti-smog

asfalto

Abbattere lo smog presente nell’aria grazie ad un brevetto milanese. Il 30% delle emissioni nocive dei veicoli a motore a scoppio verrebbe assorbito dalla Coverlite. Una sostanza con caratteristiche foto-catalitiche a base di biossido di titanio brevettata dall’azienda Bacchi s.r.l. con la collaborazione del Politecnico di Milano.

La Coverlite è stata utilizzata per 18.000 mq di asfalto a Malpensa e a Linate. Il processo innescato dal biossido di titanio è molto simile a quello della fotosintesi clorofilliana.
Per approfondire e leggere cosa ne pensano Giuseppe Bonomi, presidente SEA e Andrea Poggio, vice direttore generale Legambienteclicca qui.

Un servizio dedicato a questo innovativo brevetto è stato oggetto del TG1 RAI (anno 2011) dove vengono intervistati Eduardo Liberi, responsabile del laboratori Bacchi e Mauro Bacchi, direttore tecnico Bacchi (azienda che attualmente sta commercializzando il brevetto).

Per il 30% delle emissioni possiamo stare “tranquilli” ora rimane il problema del restante 70% di polveri sottili e tutte le altre polveri sottilissime. Una volta si diceva “c’è una nebbia che si taglia con il coltello“, non avevano tutti i torti!

Armi e armamenti

aereo da guerra

Per difendere le proprie frontiere non c’è più bisogno di fare la guerra. Basta spendere qualcosa come qualche punto percentuale del prodotto interno lordo nazionale per garantirsi una certa stabilità. Sembra vigere la regola della pistola o del fucile più grosso e più grosso ce l’hai e più paura fai. Non nascondo lo stupore, nello scoprire che c’è un istituto di ricerca indipendente, che si occupa di monitorare le spese belliche di quasi tutti i paesi del mondo. Si chiama Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI).

SIPRI is an independent international institute dedicated to research into conflict, armaments, arms control and disarmament. Established in 1966, SIPRI provides data, analysis and recommendations, based on open sources, to policymakers, researchers, media and the interested public.

Questo è quanto si può trovare non appena si arriva sul sito web del SIPRI. Interessante è la classifica dei paesi per spesa militare, ri portata anche da wikipedia. L’Italia è messa bene, con 37 milioni di dollari circa, è al 9° posto (classifica 2009).

L’Italia è messa bene?

(Se hai trovato interessante questo post ti potrebbe interessare anche Italia 2010 ventitre milioni e cinquecentomila euro di spese militari).

Cittadino o consumatore?

consumaotre manichino
La nuova frontiera mi spinge a fare una osservazione su questo dilemma. Cittadino o consumatore? Attualmente la risposta è molto facile. Il modello “consumatore” vince sul “cittadino”. Come si diventa consumatore nella società dell’immagine? A questa domanda è facilissimo rispondere. Mettiti buono buono, e guarda, osserva, riempiti come una spugna di buoni consigli. Chi mi consiglia? Anche questa risposta è semplice, mamma TV. Non li vedi i consigli per gli acquisti? Sono lì apposta per te. No, cosa fai, cambi canale? Non ti preoccupare, mamma TV si mette d’accordo e cerca di metterti i consigli per gli acquisti tutti sincronizzati. Tu sei immune dai consigli per gli acquisti? Ne sei proprio sicuro? Beato te! Allora possiamo passare alla seconda parte del dilemma. Come si diventa cittadino? Qui la faccenda inizia a complicarsi. Non basta mettersi davanti a mamma TV. A lei non interessa che tu sia cittadino a lei importa che tu diventi consumatore. Chi mi può mettere sulla buona strada? Di solito è la tua famiglia, a volte qualche insegnante ci riesce a scuola, ma la parte maggiore nel raggiungimento di questo traguardo sono le persone che incontri tutti i giorni. Chi? Il vicino di pianerottolo, il fornaio, il benzinaio, il postino, la signora che lava le scale, chi viene a prenderti l’immondizia sotto casa, l’impiegato comunale, il tuo sindaco, la maestra, il professore, il tuo datore di lavoro, il tuo assicuratore e tante altre. Sono tutte queste persone che ti fanno diventare un cittadino, ed è il contatto con questa gente che giorno per giorno ti trasforma. Ma sono tantissime! Sì.
Ma che razza di nuova frontiera è questa? Ci vorrebbe un insegnante di educazione civica, anzi di educazione alla critica, anzi di educazione al pensiero. Ci vorrebbe un filosofo, ma sono morti tutti, o forse no? Il dilemma tra cittadino e consumatore. A chi dare la precedenza?

Gita scolastica o team building con WHAIWHAI

turisti

Prova a immaginarti a correre in giro per Venezia cercando di risolvere enigmi, alla ricerca di dettagli sui muri delle case per decifrare messaggi, battere sul tempo la squadra avversaria e vincere il tesoro! Una esperienza unica, avvincente, che permette ai ragazzi come agli adulti di confrontarsi con capacità e conoscenze, in grado di creare un’avventura unica, la scoperta di una città. Il tesoro è proprio questo, l’avventura!

Che cos’è WHAIWHAI?
È una caccia al tesoro interattiva. Le città che si possono esplorare con WHAIWHAI sono:
New York, Milano, Verona, Roma, Venezia, Firenze. C’è una storia inventata per ogni città.

L’incipit per la storia ambientata a Roma, per esempio, inizia così:

Il Ruyi, il magico scettro sottratto a Qubilai Khan da Marco Polo alla fine del XIII secolo, è stato trafugato da Venezia e portato a Roma. Un’antica setta, gli Invincibili, è sulle sue tracce ma Carlo Dolfin, un vecchio professore veneziano, è ormai ad un passo dalla soluzione del mistero che mette in relazione la città eterna all’antica repubblica marinara. (Autore: Alberto Toso Fei)

Cosa serve per giocare?
Un telefono cellulare per inviare e ricevere circa 10 sms, una guida, una mappa della città e tanta voglia di giocare.
Qual’è il numero minimo di giocatori?
Si può giocare da soli o con un massimo di 10 squadre, si può anche giocare stando comodamente seduto sul divano di casa, ma meglio correre!

Una caccia al tesoro che utilizza la tecnologia, che fa visitare città famose e che ben si adatta sia alla gita scolastica che all’evento aziendale. Il team building è una buona pratica per compattare i ranghi di una azienda. Un’esperienza con WHAIWHAI è certamente un buon punto di partenza per creare il giusto affiatamento con i colleghi. L’azienda alla quale fa riferimento il progetto WHAIWHAI si chiama Log607.

Buona caccia al tesoro con WHAIWHAI.

il libro in 5 passi

libro

Qualche giorno fa mi ritrovavo a passare un’ora di tranquillità in una libreria. Giusto 5 passi, 5 passi per scoprire i 5 sensi dei libri. Non dovevo acquistare nulla e non ho acquistato nulla, ma sono uscito dalla libreria con una bella sensazione, come quando s’incontra una piacevole persona e salutandoci sorride e quel sorriso ci rimane negli occhi e scende a posarsi lento nel profondo del cuore. Hai presente di che sensazione sto parlando? Spero proprio di sì.

Mi sono avvicinato alla libreria, situata in un centro commerciale, con passo timoroso. Entrando pensavo che presto avrebbero potuto sparire le librerie. Ho sentito molto parlare dei libri elettronici e se dovessero prendere il sopravvento le librerie non avrebbero più ragione di esistere. Questo è quello che pensavo entrando in libreria appena superati i sensori antitaccheggio. Calma. Sono entrato con calma, quasi fosse un museo. Primi ad accogliermi sono stati i libri freschi di stampa. Copertine scintillanti, lucide, libri esposti di faccia e non di dorso. Né troppo pesanti e nemmeno leggeri. Dei bei simpatici mattoncini da 150-300 pagine.

Cammina cammina un paio di passi e incontro i libri per bambini, quelli grossi con le pagine di cartone spesso 4mm, coloratissimi, con delle macchinine incastonate nella copertina. Ruvidi, rumorosi, pieni di effetti speciali, morbidi, ma che libri sono questi? Che belli che sono i libri per bambini. Quante favole!

Altri due passi e sono circondato dai libri di cucina, ricette da tutto il mondo mi sommergono. Fascette invitanti, frontespizi intriganti, pagine lisce, lucide e con foto perfette. Scorro con lo sguardo i titoli nella libreria, le sezioni nelle quali è suddivisa, mi fermo sui classici. Ne prendo in mano uno, ne sento il profumo della colla. Gli ultimi sono i fantasy. Chi sa perché i fantasy sono sempre da 400 pagine in sù! Esco dalla libreria ed i libri hanno preso tutti e 5 i sensi, 5 passi in libreria. No non chiuderanno le librerie, non in questa frontiera.

Laureati e perditempo – la laurea come handicap


”In una fase in cui laureati e perditempo vengono messi sullo stesso piano e cio’ crea una condizione non solo inaccettabile ma anche umiliante, dobbiamo ribadire con forza che la conoscenza e’ un valore creatore di valore, non certo un handicap”. (Presidente della Regione Toscana – Enrico Rossi – nel discorso di apertura dell’anno accademico della Normale di Pisa 18/10/2011).
Una laureata in psicologia con tanto di abilitazione si imbatte in un annuncio di lavoro. L’annuncio finiva così: “[...]astenersi laureate e perditempo.” Ecco che abbiamo trovato un altro masso che indica la nuova frontiera, il limite oltre il quale occorre andare. La laureata in psicologia allora ha imparato una importante lezione. Occorre avere due curriculum vitae: il primo reale, in cui si dichiara l’effettivo percorso di studi; il secondo più modesto, falso, dove si nasconde con molta attenzione il proprio grado di istruzione. La laurea nel 2011 è un handicap!
Enrico Rossi esorta i laureandi a crederci nel valore dello studio.
Basta non esagerare! Un valore quello dello studio che costa moltissimo e che ripaga poco.
Ottobre 2011 Amazon si prepara ad attaccare l’editoria.

Amazon diventa editore


Amazon diventa editore e fa cadere nel panico la lobby degli editori americani e non. Sintesi dell’intera operazione – pesce grande mangia pesce piccolo. Negli anni in cui basta avere una connessione alla rete per diventare editori di sé stessi la cosa non dovrebbe fare grande scalpore. La più grande vetrina virtuale del mondo ha semplicemente cercato di aumentare i profitti tagliando fuori gli intermediari. Prima regola, tagliare fuori la concorrenza.

Tutti insieme (Joomla!!!)

img joomlaMi è piaciuta subito l’idea che sta sotto a questo progetto. Tutti insieme! Creare qualcosa di fantastico tutti insieme!

Parole chiave di questo articolo: Joomla, CMS, PHP, GNU GPL, open source, Unix.

Joomla é un software che serve per gestire i contenuti di un sito web.
È un CMS (content management system). Realizzato interamente con il linguaggio PHP (Hypertext PreProcessor).

Il codice sorgente è aperto (open source), pubblicato con licenza GNU GPL v.2.
Il progetto GNU nasce nel 1984, ha come simbolo un bel faccione di gnu, il bovino africano con le corna. Il progetto GNU nasce per diversificarsi dal sistema operativo Unix, il motto iniziale é “Gnu is not Unix”.
GPL sta per general public license.

Prima di provarlo mi sono documentato un po’, mi sono innamorato dell’idea che ci sta sotto e alla fine ho fatto il grande passo.
La sensazione é quella di tuffarsi nel vuoto, poi si scopre che ci sono tante persone che si sono innamorate di Joomla!

Io l’ho trovato semplice e veloce, soprattutto molto flessibile. Se ti ho incuriosito un po’ e se hai intenzione anche tu di provare Joomla lascia un commento!

Davide Mana

Era diverso tempo che non andavo a sbirciare sulla linea di frontiera. Quella linea immaginaria dove si riesce a leggere ciò che ancora deve accadere. Dove le strade per il futuro sono ancora lì, tutte aperte ed in qualche modo delineate con segni leggeri. Una strana e gioiosa voglia di futuro mi si é accesa nel leggere il post di Davide Mana intitolato “Dentro il Sistema“, nel quale parla di Thinking in Systems – A Primer, di Donella H. Meadows. Testo che al più presto andrò a leggere. Parole chiave: Approccio sistemico di analisi della realtà. Proprio come i biscottini di Proust che portavano a sapori lontani, così alcune parole, trovate per caso in rete hanno il profumo di futuro. Grazie Davide.

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